La bandiera nera di Rassa

17 luglio 2017 21.16.09 GMT+02.00



Pochi giorni fa Legambiente ha consegnato la bandiera nera al comune di Rassa. Il motivo di tale onorificenza al demerito è legato al progetto di una centralina idroelettrica sul torrente Sorba.

Questa notizia ha subito suscitato scandalo da parte di alcuni amministratori locali valsesiani, definendo addirittura tale gesto una vigliaccata. In realtà, la vera vigliaccata è permettere di rovinare l’ambiente con opere inutili e dannose, come appunto il caso della centralina di Rassa. Chi sostiene tali progetti dice di farlo per permettere lo sviluppo economico del territorio, ma la realtà è ben diversa.

La realizzazione di una centralina a Rassa ridurrebbe notevolmente la quantità di acque che scorre nell’alveo del torrente, soprattutto nei mesi estivi. Ciò renderebbe il torrente Sorba meno attraente per tutti coloro che si recano lì per praticare attività sportive e pesca, andando a creare un danno economico a tutti coloro che a Rassa lavorano nell’ambito del turismo. Se vogliamo davvero dare un futuro a questo paese, è necessario investire sulla tutela del paesaggio e sulla valorizzazione del patrimonio artistico, perché solo così si potrà incrementare il turismo e creare nuovi posti di lavoro. Questo discorso non vale solo per il caso di Rassa, ma anche per il caso della Val Mastallone, anch’essa minacciata da diversi progetti di centraline idroelettriche.



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