Serravalle val bene un commissario

13 giugno 2017 20.29.49 GMT+02.00



A Serravalle, unico comune della Valsesia ad aver avuto una sola lista candidata a questa tornata di elezioni amministrative, non ha raggiunto il quorum. Molto strano, se si pensa alla lettera che ha distribuito Basso durante la campagna elettorale. Il quasi-sindaco prospettava ai serravallesi uno scenario apocalittico, nel caso in cui ci fosse stato un commissariamento. Secondo lui, ci sarebbe stata la più totale anarchia ed una catastrofica mancanza di servizi, anche dei più basilari. Al lungo elenco di catastrofi, ovviamente tutte insensate, mancavano solo le Sette Piaghe d’Egitto.

Oltre alle menzogne insensate, su tale volantino non sono mancate le offese a chi non la pensa come lui, in perfetto stile leghista. Infatti, lui ha definito “paladini dell’ignoranza” coloro che si sono espressi pubblicamente per il non voto. Evidentemente, visto come sono andate le cose, ritiene ignoranti più di metà dei serravallesi.

La realtà dei fatti è ben diversa. Serravalle si è rifiutata di sopportare per altri cinque anni un’amministrazione del genere. La città ha bisogno di riscattarsi dalle politiche delle destre xenofobe e liberiste che l’hanno guidata in questi anni. Il nostro compito ora è quello di offrire ai cittadini l’alternativa che meritano. Un’alternativa fatta di competenza, impegno, onestà, lotta alle diseguaglianze, politiche volte all’aumento dei posti di lavoro e dell’attività commerciale, tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico. Il 2018 è vicino, più di quanto ci si possa immaginare. Noi stiamo già lavorando per la nascita di un gruppo di lavoro che possa presentarsi alla prossima tornata elettorale.

Vorrei fare un’ultima riflessione prima di concludere. Domenica prossima è previsto il pallio dei rioni e, stando alle affermazioni del quasi-sindaco, il malvagio prefetto lo dovrebbe sospendere. Vedremo cosa succederà.



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